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venerdì 1 aprile 2016

Recensione RHYTHM OF LOVE

Ringrazio Lidia del blog IL RUMORE DEI LIBRI per questa primissima e meravigliosa recensione



Rhythm of love è un romanzo che tocca le corde del cuore passando dalla sofferenza, dal passato e soprattutto dalla musica.
Daryl King è un affascinante violinista con un passato tormentato. Un'infanzia difficile passata in povertà. Ora lui ha tutto. Fama, successo, soldi, donne... eppure dentro di lui non è felice.
Dafne è una ragazza determinata, caparbia, una ragazza che all'età di diciotto anni, rimane orfana dei genitori e costretta ad allevare la sorella minorenne.
Con passare del tempo Dafne, chiude la porta del cuore a tutti gli uomini, fino al giorno che diventa l'assistente di Daryl.
Dopo un' inizio burrascoso, tra i due sembra nascere un'intesa che va oltre all'amicizia che i due continuano a professare. Ma purtroppo il passato continua a bussare alle loro porte e non sarà facile per i due dimenticare la sofferenza.

Rhythm of love, è un tributo all'amore, alla musica, ai sentimenti, alla passione e alla tenacia.
Ho aspettato questo libro per molti mesi sapendo la grande passione che Serena Versari ha verso il personaggio che l'ha ispirata (David Garrett). Mi è stato detto di leggerlo con sottofondo la sua musica e devo dire che l'effetto che mi ha provocato, va ben oltre alle mie aspettative.
Sono molti anni che seguo l'autrice e sono altrettanti anni che ripeto che amo il suo stile. A volte quando scrivo le recensioni di Self, mi viene automatico di elogiarli per la bravura. Non è facile in questo mondo saper scrivere un romanzo facendo emozionare, e soprattutto saper scrivere un romanzo. La Versari sa fare questo.
Ti emoziona, sa scrivere, sa toccare le corde giuste fino infondo.
Questo suo nuovo romance contiene la passione riversata in musica. La nostalgia, la tristezza, la rinascita.

Il petto comincia ad alzarsi e abbassarsi velocemente come se avessi corso per almeno venti chilometri.
«Dimmelo Dafne, dimmelo che io non sono solo un amico per te. Dimmi che sono io quello che vuoi.»
Il suo sguardo è tornato quello malinconico di sempre, ma con una sfumatura diversa, una supplica potrei affermare.


Cosa posso dire ancora. Leggetelo perché merita, perché in Italia abbiamo bisogno di autrici talentuose, di autrici che sanno emozionare con poche, belle, parole.


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