.

giovedì 6 agosto 2015

Recensione sul blog HAREM'S GROUP

Ringrazio Carlotta per questa bellissima recensione di BORN TO LOVE US



Non è il primo romanzo che leggo di Serena Versari e non sarà nemmeno l'ultimo!
La storia di Swamy è la storia di molte donne che, invece di vivere, sopravvivono. La protagonista aveva tutto ciò che una donna poteva desiderare: un uomo con un'ottima posizione e perfettamente ambientato in famiglia, un lavoro che credeva di amare e un futuro assicurato nello studio di famiglia. Burn to love us è la crescita personale e spirituale di Swamy, è la ricerca della felicità, è l'espressione del proprio "io" finalmente libero da qualsiasi vincolo sociale.
madre in punto di morte le farà una rivelazione che la farà riflettere sulla vita che ha costruito, una vita che non le appartiene più ormai; un incontro, tanto inaspettato quando desiderato, stravolgerà la sua routine portandola a rimettere ogni cosa in discussione. Se aggiungerete a tutto questo un nonno riflessivo e propositivo, un ambientazione magnifica e il fidanzatino giovanile, otterrete il mix perfetto.
Con Travis risveglierà la sua vera natura: tra mille dubbi e sensazioni contrastanti Swamy dovrà cercare di capire davvero cosa vuole e chi vuole essere.
La lettura dà al lettore parecchi spunti di riflessione, lo porta a farsi le stesse domande della protagonista. Sono davvero chi voglio essere o sto recitando una parte che non mi si addice? Leggetelo, meditate e datevi una risposta! L'autrice ci aveva già abituati a tematiche simili con L'arpeggio del cuore: a ben vedere usa il romance per veicolare messaggi più profondi e, a mio avviso, lo fa con garbo, senza l'inserimento di alcun moralismo.
L'ambientazione e il carisma del nonno hanno un non so che di ascetico, si respira un'atmosfera trascendentale e meditativa che ammalia e incuriosisce. Sarà vero? Il magnetismo è potente e il lettore ricerca spiegazioni plausibili, ma non ce ne sono. Il contorno che Serena Versari ha saputo maestralmente creare è affascinante proprio per questa sua aurea immateriale. In sintesi: a tratti è molto zen!
La trama è ben sviluppata: nulla viene lasciato al caso, nulla è perso per strada, nulla è inserito senza motivo. Le vicende si incastrano perfettamente, i diversi filoni narrativi sono riuniti al momento giusto donando alla trama movimento. Non è un testo pieno, confusionario o approssimativo perchè Serena ha il dono della misura: è una scrittrice che sa osare ma non eccede, sperimenta ma mai in modo goffo o grottesco.
Unica nota dolente è la forma che talvolta risulta troppo piena e a tratti il periodare è poco fluido. In realtà questo modo di narrare è proprio dell'autrice quindi non lo snaturerei, interverrei solo sfoltendo le parti di maggior pathos rendendole più chiare e incisive, meno dispersive e meno ricche di congiunzioni esplicative.

VALUTAZIONE FORMA

4 girasoli

VALUTAZIONE CONTENUTO

5 girasoli


Nessun commento:

Posta un commento