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mercoledì 12 agosto 2015

Recensione sul blog DAYDREAMING

Ringrazio Viviana per questa meravigliosa recensione di BORN TO LOVE US


Born to love us … e il titolo già dice tutto! Un romanzo che sembra creato come omaggio alla potenza del destino. Protagonista indiscusso che riesce, attraverso coincidenze, eventi sconvolgenti e scelte inconsce a disegnare il suo volere. Perché ognuno di noi possiede un libero arbitrio ma quando il fato decide di metterci lo zampino, a poco può la nostra volontà di prendere strade diverse.

La protagonista femminile, Swamy è un giovane avvocato nello studio dei genitori. Una vita di successo in una grande metropoli, un fidanzato che le vuole bene e una stabilità economica che le garantisce tranquillità. Ma quella che per lei sembra essere l’unico stile di vita possibile viene bruscamente messo in dubbio dalle parole della madre che, in punto di morte, le apre il suo cuore, convincendola a riflettere bene sul suo futuro. Che già la morte di un genitore porti con se lo stravolgimento della propria esistenza, questo è fuori discussione. Ma quando questo viene accompagnato da parole forti, che si imprimono a fuoco sulla nostra mente, rimescolando ogni singola certezza che negli anni ci siamo create, inevitabilmente ci rendiamo conto di esser finite nell’occhio di un ciclone senza aver la minima idea di dove verremo sbalzate una volta che questo avrà cessato il suo impeto.

 La vita è un dono meraviglioso, ogni giorno è unico e prezioso, quindi non sprecarla a riconcorrere obiettivi che non senti tuoi perché, non sempre la cosa giusta da fare è quella che ci rende felici.

E Swamy non può rimanere impassibile di fronte a parole così toccanti, alla richiesta di sua madre, nel suo ultimo desiderio, di scegliere bene la sua strada, anche a costo di rimettere in gioco tutto, pur di lottare per la propria felicità. Già, la felicità, quello status che molti di noi scambiano con tranquillità, stabilità, ordinaria esistenza priva di particolari eventi sconvolgenti.
Ma sono davvero queste le cose che ci garantiscono la felicità?
Swamy deve riflettere perché da troppi anni ha messo da parte il suo volere per lasciar che fosse il dovere a guidare le sue scelte. Un lavoro che le è stato cucito addosso in quanto figlia di due avvocati. Un fidanzato avvocato, che le vuole bene, ma che non le offre proprio tutto quello di cui ha bisogno. Ma quand’è stata l’ultima volta che Swamy si è chiesta di cosa ha bisogno?
Così, rimasta orfana di madre, custodendo il suo ultimo volere, decide di recarsi nell’ultimo posto dove, dieci anni fa si è sentita per l’ultima volta davvero felice.
E’ arrivato il tempo di prendere una pausa, di fermarsi e riflettere. Ma del tutto impreparata a ciò che l’aspetta in Montana, a casa del nonno Jack, Swamy viene catapultata indietro nel tempo, rivedendo il ragazzo che primo e unico aveva svegliato in lei la passione, l’amore e la vera e più alta forma di felicità. Rivedere Travis e riprovare per lui ogni singolo brandello di quell’amore che li aveva legati la destabilizza, la confonde ancora di più. Averlo abbandonato, anni prima per cedere al “programma carriera” e abbandonare il suo sogno per realizzare quello dei suoi genitori, ora le appare davvero un grosso sbaglio. Travis è lì, dal canto suo, bello come un tempo, dolce come allora e ancora follemente innamorato di lei.
E se è vero che sono nati per amarsi, se davvero il loro destino li ha fatti conoscere affinché le loro vite si unissero per sempre, è giusto continuare a lottare contro qualcosa scritto nelle più misteriose leggi del fato? La fiamma che sembrava sopita in quel lungo periodo di lontananza si riaccende con fervore e passione, trascinandoli in uno strano gioco di avvicinamento e allontanamento. Swamy è consapevole che mollare tutto per ricominciare da capo vorrebbe dire deludere tante persone. In primo luogo Mathias, il suo fidanzato, e non ultimo il padre.
Sarebbe molto più facile continuare a chiudere gli occhi, tenere la testa bassa e tornare alla sua vecchia vita, quella che conosce, quella che le garantisce solidità e tranquillità.
Forse è troppo tardi per rimettere tutto in gioco, per riprendere in mano il suo sogno.

Personaggio fondamentale a parer mio è il nonno Jack. Un uomo che tutti vorremmo come nonno. Un esemplare di saggezza e perspicacia che, come a suo tempo cercò di convincere sua figlia, ora spinge la nipote a non temere, a non nascondersi e a lottare per riprendersi la propria vita.

Ho sempre sostenuto che sia meglio vivere di rimorsi che di rimpianti. Nessuno ti può dire che la decisione che stai prendendo in questo momento sia quella corretta, questo solo il tempo te lo dirà. Ma se ti sembra che quello che hai fatto fino a ora non ti appartenga più, è giusto che tu tenti altre strade.

L’utilizzo del doppio POV ci permette di conoscere anche il punto di vista di Travis. Anche per lui quei lunghi anni di lontananza hanno fatto sì che la sua vita prendesse nuove strade. Ma il suo cuore non ha mai smesso di amare Swamy e rivederla riaccende la speranza, l’ardore e un senso impareggiabile di completezza. L’istinto lo porta a riavvicinarsi a lei, a riconquistarla, nonostante anche lui ora sia legato ad un’altra persona.
Sembrerebbe tutto troppo semplice dopotutto. Due persone che non si sono mai dimenticate l’uno dell’altra si rincontrano e decidono di ripartire da dove si erano lasciati.
E infatti non è così semplice. Le loro scelte, soprattutto quelle di Swamy, li hanno portati inevitabilmente a legarsi a delle responsabilità. Responsabilità che in alcuni casi diventano dei veri e propri impedimenti.
Ogni singola azione ha una reazione che si riflette di conseguenza, creando altre strade, altre scelte da cui non sempre si può tornare indietro.

In tutti questi anni mi sono aggrappata a bricioli di speranza, perché ero convinta che stavo facendo la cosa giusta, e mi rendo conto, di aver vissuto nell’illusione che solo agendo in quel modo, sarei stata in pace con la mia coscienza.
Invece ho capito di aver affogato la mia anima in un mare di dolore e di errori, e ora, ho paura di non riuscire più a riemergere dalle acque torbide di questa situazione.

 Così quando sembra che a conti fatti, sia troppo tardi per correre ai ripari, il destino mette in tavola le sue ultime carte. Questa volta sono i due protagonisti però, a doversele giocare bene.

Con uno stile di scrittura chiaro, lineare, sciolto e armonioso, la Versari ha saputo regalarci un insieme dinamico di emozioni. Da ammirare anche la delicatezza con cui ha descritto le scene di sesso, assolutamente prive di volgarità ma al contrario intriganti e seducenti.
Una storia che obbliga a riflettere, a porsi delle domande. Un libro che ho sentito particolarmente invadere il mio più nascosto inconscio chinando la mia mente reticente di fronte a domande scomode. Perché in tanti possiamo dire di esserci sentiti almeno una volta nei panni di Swamy. Indecise se vivere cercando la felicità o sopravvivere trovando solo la comodità di un futuro stabile ma assolutamente privo di passione. Al di là della dolcissima storia d’amore, ben più significativo è il messaggio che ne ricaviamo. Forse inseguire la felicità non sempre ci porta a fare le scelte giuste ma di sicuro ci permette di sentirci padroni della nostra vita. Se a guidarci è stato il nostro cuore, non saranno mai sbagli quelli che otterremo, solo esperienze.
E’ vero che spesso per farci aprire gli occhi servono eventi destabilizzanti, che abbiano la forza di far tremare le fondamenta di quella vita che ci siamo creati, ma a volte basta anche leggere un libro, come questo, per far nascere il dubbio e fermarci a riflettere.
Magari non è troppo tardi per poter dire anche noi:


 «Mamma, ho seguito il tuo consiglio, ho scelto di essere felice»


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