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domenica 28 settembre 2014

Intervista su PECCATI DI PENNA

Peccati di Penna

Benvenuta Serena, grazie per la tua disponibilità.
Grazie mille a te, per avermi ospitata nel tuo blog.

Sei un’autrice e una lettrice o preferisci un’attività rispetto all’altra? Quali romanzi leggi spesso e volentieri?
Sì, sono sia autrice che lettrice ma preferisco di gran lunga scrivere, perché mi coinvolge di più dal punto di vista emotivo.

Quando hai iniziato a scrivere? Ricordi il tuo primo testo?
La prima cosa che ho scritto è stata Angels nel 2009. L’ho poi tenuto nel cassetto tre anni prima di decidermi a pubblicarlo.

Come hai scelto il self-publishing? Com’è l’esperienza da autore auto-pubblicato?
I primi due libri li ho pubblicati con una piccola casa editrice, poi ho optato per il self publishing.
Posso affermare che mi piace poter gestire il romanzo da tutti i punti di vista: dalla scrittura, alla scelta della copertina fino ad arrivare alla promozione. A volte è un po’ dura ma dà molte soddisfazioni.

Com’è nata l’idea di Maka?
Io amo molto la natura, credo che il nostro pianeta sia un luogo d’amare e da preservare e vedere che l’uomo sta facendo di tutto per distruggerlo mi fa soffrire. Quindi ho pensato di inventare questa storia, prendendo spunto da cose comunque reali per “denunciare” le azioni dell’essere umano, mettendo invece in risalto il rispetto che i Nativi Americani hanno sempre avuto per la Madre Terra.

La cultura indiana è molto presente in Maka, da dove nasce la passione per questo tipo di sapere?
In realtà non lo so da dove nasca, l’ho sempre avuta, fin da piccola. Mi ricordo che vicino a casa mia c’era un negozio che vendeva oggetti dei Nativi Americani e io ne ero affascinata. Sono attratta inoltre dalla loro elevata spiritualità e come dicevo prima, dal rispetto che hanno per la natura.

Puoi svelarci qualche curiosità su Maka, terra promessa e credenza indiana? Notizie che magari nel romanzo non hai inserito e ti hanno colpita?
L’idea di Maka, come terra al centro della terra è nata da alcuni studi.
Recentemente si è ipotizzato che la Terra sia vuota all’interno, con un nucleo come una
piccola stella centrale. Questa stella avrebbe creato intorno a se una specie di bolla che la separerebbe dal mantello e dalla crosta creando un’ immensa cavità all’interno del pianeta. Questa teoria trova riscontro anche nelle leggende di molti popoli antichi del pianeta, tra cui tibetani, indiani, egiziani, greci e ancora popoli dell’Asia minore, delle Americhe e Cina. Sono persone libere e non conoscono bene e male. Esistono tante storie che narrano di questo misterioso popolo di Iniziati.
Ma trovare le entrate di questo mondo pare sia impossibile perché solo agli iniziati e illuminati è possibile vedere le entrate. Si dice che i luoghi principali di accesso si trovino ai poli, mentre altre entrate siano collocate nel deserto del Gobi, in Mongolia, tra le montagne del Tibet, nelle caverne del Kentuky, nel Mato Grosso in Brasile, sotto la grande piramide di Cheope o forse la Sfinge. Altre ancora in centro e sud America e addirittura in Italia, sul monte Epomeo a Ischia.
Anche tra gli eschimesi esistono storie che narrano di una grande apertura a nord e dei loro antenati che compirono un viaggio in una terra paradisiaca. Questa terra era illuminata perennemente e non esistevano notti, il clima sempre mite e c’erano grandi fiumi e laghi che non ghiacciavano mai.
Tutte le culture antiche parlano di una leggendaria Età dell’Oro in cui tutti gli uomini vivevano in pace ed erano in possesso di grandi conoscenze. Questi popoli decisero poi di trasferirsi nel mondo sotterraneo con l’avvento del Kali-Yuga, un’epoca fatta di male, confusione e materialismo, la stessa epoca in cui ancora oggi viviamo. In questo regno non esiste il male, le sue genti hanno raggiunto un alto grado di conoscenza e di spiritualità.

Pensi esista un paradiso? Come ti rapporti con la fede e le leggende nativo-americane?
Credo in un'altra dimensione oltre la morte, credo nel Creatore, negli angeli e a quelle religioni e filosofie che professano l’amore e la pace.

A quale personaggio del romanzo ti senti più vicina e quale apprezzi particolarmente? Hai un preferito?
In realtà mi sento vicina a tutti e tre i personaggi principali. Quando si scrive è difficile non mettere una piccola parte di noi stessi, dei nostri pensieri. Le reazioni che hanno i personaggi, sono le stesse che avrei io, se mi trovassi in quella stessa situazione.

Quale genere sei più portata a scrivere e quale per te risulta più ostico? E perché?
Ho iniziato a scrivere paranormal romance, per poi passare all’esoterico fino al fantascientifico. Di solito scrivo quello che sento, quello di cui ho bisogno di parlare. Un genere che probabilmente non sarei mai in grado di scrivere è il thriller. Mi piace ma non credo che ci riuscirei.

Hai altri testi in programma? Puoi rivelarci qualche passo della tua tabella di marcia?
Sì, ora sto terminando la stesura di un Romance. Per la prima volta nessun personaggio o luogo fantasy o fantascientifico.

Grazie Serena per esserti aperta con “Peccati di Penna” e in bocca al lupo.
Grazie a te per questa bella chiacchierata e grazie anche l’ in bocca al lupo.





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