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mercoledì 19 marzo 2014

V° TAPPA BLOGTOUR

Siamo arrivati all'ultima tappa del BlogTour ospitata dal blog SOGNANDO TRA LE RIGHE
Ringrazio di cuore Foschia e tutto lo staff.


Oggi vi lascerò un piccolo estratto del libro!



Tentai di aprire gli occhi, ma le palpebre erano talmente pesanti che fui costretta ad usare tutte le forze in mio possesso, anche solo per tenerli socchiusi.
Ero stesa su qualcosa di duro, mi sentivo intontita e i miei ricordi erano annebbiati.
In un attimo sfuggente di lucidità, mi tornò in mente, quello che era successo.
Cercai di alzarmi da quella superficie dura e fredda come il marmo, ma qualcosa mi bloccò.
Guardai a destra e a sinistra e mi resi conto che i miei polsi erano legati stretti con una corda, provai a tirare con forza, ma più li muovevo, più mi dolevano.
Mi guardai attorno tentando di capire dove mi avevano portata, ma da qualsiasi parte si poggiava il mio sguardo, si scorgevano solo immagini e oggetti inquietanti.
Mi trovavo in una stanza, se così si poteva chiamare, che sembrava essere stata realizzata all’interno di una grotta.
Non c’erano finestre e l’unica luce che illuminava quel luogo, proveniva da una serie di candele adagiate sul pavimento.
Alle pareti erano affissi crocefissi capovolti e frasi scritte in latino, dello stesso colore del sangue, trasudavano dalla roccia umida. Quel luogo emanava un forte sentore di morte.
Sapevo perché mi trovavo in quel posto. Come diceva la profezia, per evocare i demoni occorreva il sangue di una chiaroveggente.
Speravo che dopo la morte di mio padre, nessuno mi avrebbe mai più cercata, e soprattutto trovata, ma mi sbagliavo. Non temevo per la mia sorte, ma avevo paura perle persone che amavo: per Lucas, Bruno, Andrea e per la mia cara zia Margherita.
La piccola porticina di legno, che si trovava dalla parte opposta del mio scomodo giaciglio, si aprì di scatto. Intravidi una scura figura avanzare verso di me. Purtroppo la lunga tunica nera, completa di copricapo che indossava, non lasciava intravedere le forme del suo corpo, per cui non riuscivo a capire se fosse un uomo o una donna. Si arrestò ai piedi del mio duro letto, senza proferire parola.
«Non mi fai paura, so chi siete e cosa volete da me!», esclamai con tono di sfida. Una risata diabolica riempì quella nuda stanza e una goccia di sudore scivolò lungo la mia fronte.


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