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venerdì 28 settembre 2012

Recensione su "Booksblog"

Grazie a Manila per la recensione su "Booksblog"

Quante volte nella vita abbiamo sentito il bisogno di scappare via? E quanti di noi hanno davvero avuto il coraggio di farlo? Erika sì. È giovane, bella e coraggiosa: lascia la caotica Rimini e parte per un tranquillo paese di montagna. Reduce da una storia d’amore andata male, la giovane vole ritrovre se stessa. Il nuovo paesino l’accoglie con una vita davvero normale, fatta di lavoro, natura e un corteggiamento gentile di Thomas. Ma a sconvolgerle la vita (di nuovo, o finalmente) arriva Jason: bello e misterioso, evitato da tutti per il suo profondo sguardo nero come l’oscurità.
Questa è la storia di Angels di Serena Versari, racconto fantasy per adulti che ripercorre le fortunate serie degli amori impossibili (Twilight, Il Diario del Vampiro,Cinquanta Sfumature) proponendo il tema angelico. Jason, infatti, è un angelo della morte, Erika solo un’umana. I due si innamorano, ma non potranno mai amarsi del tutto perché se lui la baciasse le porterebbe via la vita. La storia scorre seguendo i pensieri della giovane, analizzandone le passioni e la voglia di cambiamento, la sua maturazione, mentre le vicende passano dalla gelosia di Thomas alla nuova amicizia con la solitaria Ambra. Ma come tutte le storie d’amore, arriva il momento del sacrificio.
A questo punto il racconto purtroppo perde un po’ di forza, in quanto si piega ad alcuni stereotipi dei romanzi fantasy-romantici, e Jason viene messo di fronte ad una scelta: il dovere (far morire Erika) o l’amore (salvarla), scegliendo naturalmente quest’ultimo. Scelta che viene fatta anche da Erika, quando decide di rischiare la sua vita per intraprendere - con l’amica Ambra - un viaggio orfeico nelle viscere della terra, eroina controcorrente (di solito è il principe azzurro che salva la principessa), per salvare il suo Jason, punito per essersi sottratto al compito. Il lieto fine, con gli effetti speciali e un po’ retorici, vine da sé, ed anche se un po’ retorico - in quanto immancabile - è comunque un conforto per il lettore, che di storie buone ha sempre profondamente bisogno, quando invece la realtà è molto più spietata.
La scrittura è fluida, di facilissima lettura, capace - nonostante la velocità di narrazione - di attirare l’attenzione e di far proseguire nello sfogliar le pagine con voglia di conoscere il finale. Un finale che non solo ci darà una lieta notizia, ma ci avrà anche lasciato un insegnamento: che quando si vuole qualcosa, bisogna avere il coraggio di prenderla. D’altronde, come diceva Steve Jobs, bisogna fare quello che si ama senza aver paura. Così come la giovane Erika, così come è riuscita la Versari stessa.




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